LA VALIGIA DELLA NENA

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La valigia della Nena

Spettacolo di narrazione e oggetti Di e con Sara Draghi

Una produzione di Officina Teatrale A_ctuar (2020)

“La valigia della Nena” è uno spettacolo, intimo e sussurrato, che ricostruisce la vicenda umana della storica traghettatrice del Po Nazarena Casini, detta “Nena”, scomparsa nel 1986 e vissuta a cavallo delle due guerre nella bassa provincia ferrarese. La figura della Nena è da sempre circondata da un velo di leggenda e magia: coloro che la conobbero, che la videro pescare o traghettare le genti da un argine all’altro, ci restituiscono l’immagine di una donna forte, inafferrabile e legata con un vincolo sacro al suo fiume. Per tutti la Nena era “La sposa del Po”. Nazarena Casini fu una delle ultime traghettatrici del Po, depositaria di un mestiere, quello del passatore, da sempre esercitato dagli uomini e scomparso dopo la Seconda Guerra Mondiale. Fu donna di fatica e passò la vita tra le dure attività legate al fiume, come la carrettiera, la sabbionara e l’intrecciatrice di vimini. Si diceva di lei che fosse l’unica donna ad aver insegnato a pescare agli uomini. La Nena era un essere notturno: la notte pescava, traghettava gli amanti da una sponda all’altra, raccoglieva i morti annegati dalle acque. Di notte conobbe il suo sposo Po, secondo quanto racconta una storia ormai divenuta popolare. Di notte si risvegliano le creature fantastiche acquatiche, nate dall’immaginario popolare emiliano con le quali la Nena imparò a convivere fino a diventare, idealmente, una di loro. La sua storia s’intreccia ai grandi avvenimenti storici del secolo scorso, come la Seconda Guerra Mondiale, che la vide scontrarsi a viso aperto con i tedeschi, o la tragica alluvione del Polesine del 1951, quando, come raccontò in un’intervista “c’era solo la Nena a tirar su la gente dall’acqua”. La Nena ebbe un figlio, che morì a soli due anni. Buona parte della sua vita la divise con la Flora, una donna più giovane di lei con la quale abitò fino alla morte nella sua casa nella golena di Salvatonica di Bondeno. La storia di Nazarena Casini viene raccontata attraverso gli “am ricord”, piccole scatole al cui interno sono racchiusi dei particolari oggetti: ogni scatola che si apre è un ricordo che si dischiude ed un tassello che si aggiunge alla sua storia, dall’infanzia, all’incontro con il fiume, fino all’età adulta, passando attraverso vicende pubbliche e private. Le scatole sono contenute all’interno di una valigia, anch’essa custode di un’importante storia che segnò la vita della Nena. La valigia e i suoi “am ricord” vengono presentati come realmente appartenuti alla donna, da lei creati per salvare la memoria dalla tirannia del tempo. Si tratta nella realtà di un’invenzione teatrale, di un’affabulazione per trascinare lo spettatore nel suo straordinario e magico mondo. Le storie che vengono raccontante sono invece tutte vere, raccolte attraverso un lavoro di ricerca tutt’ora in corso, ricostruite attraverso le testimonianze di chi la conobbe personalmente e da interviste fatte a Nazarena stessa negli anni Settanta e Ottanta. Sembrano lontani i tempi in cui le genti vivevano in stretta connessione col Grande fiume, con i suoi umori e le sue ricchezze. Sembrano lontani i tempi dei mulini, dei biroccianti, dei passatori. Sembra lontana nel tempo la Nena e tutte le sue leggende. Eppure non sono trascorsi che pochi anni.

Il progetto nasce per essere presentato in contesti all’aperto, in forma itinerante (a tappe) o fissa. È necessario un sopralluogo preventivo per stabilire con l’organizzatore il percorso (a piedi, in bicicletta o eventualmente su imbarcazioni) e gli spazi scenici. – Per messe in scena in orario serale è necessario allaccio corrente (2 kw) o eventuale fonte d’illuminazione a batteria. – La durata dello spettacolo è variabile e può oscillare dai 20 minuti ai 50 minuti. E’ rivolto ad un pubblico dai 6 ai 99 anni. – Oggetti scenici: una sedia – Ingombro spazio scenico: 2 mq

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