L’ uomo contro

Di e con Massimo Festi – Officina Teatrale A_ctuar

Da un ‘idea  di Cathy Marchand (Living Theatre)

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Il ronzio ed il gracchiare di una radio scandiscono il tempo e lo spazio di ”L’uomo contro”. Un uomo solo sul palcoscenico, nessuna scenografia, indossa una maschera da luchador come feticcio tribale bellico, come seconda pelle o semplicemente come la possibilità di nascondersi o poter essere altro da se. Il suo corpo è segnato, parlante, come mappatura e territorio di un vissuto. Egli si interroga sulle ragioni della guerra e del conflitto passando attraverso le parole ed il corpo imperfetto del Riccardo III di Shakespeare, con le paure, fobie, urgenze, insicurezze, limiti e giustificazioni che lo portano all’incontro/scontro. Poi si smaschera e diventa il soldato di tutte le guerre, vittima e carnefice, e cerca ancora risposte non trovandole da nessuna parte se non insite nell’animo degli uomini. Si confessa e chiede giustizia e redenzione per se stesso, per le madri, per i rifugiati, per il corpo della vita. Ed infine ferito e rivelato prova ad illudersi forse vittima semplicemente di una messa in scena teatrale, ma consapevole dell’umana disumanità della guerra figlia dell’uomo. Ecco che non esiste più il “dietro” o il “sotto” ma l’essenza si trova nel “dentro” terribile e reale come ciò che, inutilmente, vorremmo tentare di nascondere.

Note di regia: L’idea per il monologo “l’uomo contro” nasce durante la collaborazione di Massimo Festi con Cathy Marchand (living theatre) al Teatro Scientifico di Verona nella realizzazione dello spettacolo “Ce n’est pas encore la nuit” contro la guerra. Il lavoro sul soldato della prima guerra mondiale, il suo corpo segnato, lo studio dei testi di Artaud e le successive collaborazioni con profughi e rifugiati hanno portato a questa lucida e cruda visione dell’uomo nemico dell’umanità. Nasce cosi un monologo lucido e visionario dove sulla scena sono solo voce e corpo a narrare, una sola luce, una radio distorta che trasmette notizie di guerra e allarmi, un uomo contro se stesso che da soldato italiano del primo grande conflitto bellico diventa archetipo di tutti conflitti mondiali e soprattutto di quello contemporaneo fondato sulla paura. Ma in fondo siamo solo spettatori, è tutta una messa in scena, o no?

Cathy Marchand, allieva di Jean Louis Barrault al Théâtre d’ Orsay comincia il suo percorso artistico molto giovane grazie all’incontro con l’attore Pierre Clemènti, che la conduce a Roma e con Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre: la Marchand voleva essere attrice e recitare Molière e Marivaux, ma, negli anni delle effervescenze politiche ed utopiche dell’epoca con il Living riesce a trovare la giusta chiave per unire il teatro e la politica. Gli incontri nella vita dell’attrice sono molto importanti, si passa da Pasolini, Sergio Citti, Gianmaria Volontè, Fellini e Dino Risi, con i quali lavora. Ultimamente l’incontro cinematografico con il musicista Franco Battiato, con il quale gira due i due film: “MusiKanten” con Alejandro Jodorowsky e “Niente è come sembra”. Alla morte di Julian Beck dopo la grande retrospettiva di New York dell’84 al Joyce Théâtre la Marchand rientra in europa e comincia a lavorare “en solitarie” cercando di trasmettere le proprie esperienze del Living alle giovani generazioni.

Testi di Massimo Festi ed un libero adattamento di un estratto da”Riccardo III” di William Shakespeare.

“L’uomo contro” è stato presentato in forma di studio (corto teatrale) a: Teatro Notturno Sud di Bologna (maggio 2018), Teatro Carichi Sospesi di Padova (luglio 2018), Teatro dei Maicontenti di Bologna (settembre 2018), Teatro Troisi di Nonantola MO (novembre 2018).

L’opera è work in progress.

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Foto: Matteo Farolfi

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