Mostri di Nebbia

Liberamente ispirato ai romanzi di Giuseppe Pederiali,
a Samuel Beckett e ai mostri del Po.

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Una volta, non troppo tempo fa, il grande fiume prima di arrivare all’Adriatico si allargava in sette bracci, detti sette mari, perché impaludati di valli e lagune. Un luogo selvatico, fumoso, sempre incerto tra acqua, terra e cielo. Sarebbe stato facile per uomini come noi, abituati a credere solo a ciò che potevamo vedere con chiarezza, pensare che quello che avevamo davanti fossero semplici ombre, siluri e scherzi della nebbia, resi mostruosi dalla paura e dalla fantasia. E che quei rumori indecifrabili non fossero bisbigli, grida e grugni con cui le creature delle acque comunicavano tra loro. Ma a quel tempo le fiabe non erano mai dolci. C’era una volta una cocca che veleggiava verso un paese felice. Questa è una storia per chi ha del coraggio, vecchia quanto il fiume Po, che scorre, scorre e ancora scorre.
Cos’è la Borda, il Mamon e la Palpastriga? Chi ha rubato le lacrime a Vitige? Dov’è nascosta la zucca gigante capace di sfamare tutte le genti della bassa? A queste domande cercherà di dare risposta l’equipaggio della Gogamagoga mentre scivola sul fiume Po, percorrendo un viaggio nella memoria e nella fantasia popolare, alla scoperta delle emozioni più nascoste dell’animo umano.

Il percorso
Lo spettacolo “Mostri di nebbia” nasce da un percorso di ricerca storica sul patrimonio immateriale delle genti del Po e in particolare sull’universo delle creature fantastiche e mostruose nate dalla fantasia popolare emiliana. La Borda, la Palpastriga, la Biscia lattona, l’Anzlin sono nati per trovare risposte all’inspiegabile e per tenere lontani i bambini dai pericoli. Oggi sono pressoché estinti, e sopravvivono solo su rari documenti e nella memoria delle genti cresciute lungo il fiume.
«Un tempo le fiabe non erano mai dolci». Con queste parole si apre “Mostri di nebbia”, ricordandoci che un tempo si nasceva e si cresceva a stretto contatto con la paura, un’emozione sana e liberatoria, da cui spesso i bambini di oggi sono tenuti a debita distanza.
Lo spettacolo è stato costruito da Officina Teatrale A_ctuar insieme a un gruppo di ragazzi, dai 9 ai 13 anni, nel corso di un laboratorio di teatro annuale. Insieme abbiamo affrontando le tematiche della paura, del mostro, del mondo adulto e abbiamo raccolto documenti storici e testimonianze, in collaborazione con la studiosa Elisa Galeati. A bordo con noi sono salite le Mondine di Porporana, che con i loro canti storici dedicati al fiume, all’acqua e alla vita nei campi hanno regalato nuove atmosfere e saperi al nostro spettacolo. A guidare il nostro viaggio sono stati i romanzi di Giuseppe Pederiali, popolati di esseri mostruosi e personaggi surreali. Un altro importante incontro è stato quello con Samuel Beckett. Il tema dell’attesa di Godot ha inaspettatamente suggerito nuovi livelli di lettura alla nostra storia. Il percorso è stato un’occasione d’incontro e confronto tra diverse generazioni e un modo diverso per esplorare il teatro e la memoria delle nostre piatte terre padane.
Lo spettacolo è rivolto a un pubblico di bambini e adulti ed è basato sulle metodologie del teatro d’attore e di narrazione, arricchito dal contributo musicale del coro delle Mondine di Porporana (Ferrara).
Lo spettacolo si svolge a bordo della nave Gogamagoga, che veleggia lungo il Po, nella speranza di trovare la zucca gigante capace di sfamare tutti i popoli del Po. I sei personaggi che guidano la spedizione hanno storie a metà tra il reale e l’immaginario: Vitige, la regina bambina è alla ricerca delle proprie lacrime, Parpaia fugge dalla sua città a causa di una quaglia e Gidnone l’alchimista vuole tramutare in lambrusco l’acqua del Po. Capitano della spedizione e Ricimero, grande conoscitore dei sette mari. Al suo fianco ci sono Anselmo, in viaggio verso Aquileia, e il bugiardo ed ambiguo Galaverna. Ma come nella vita, l’importante è il viaggio e non la meta e quindi forse i sei non troveranno nulla di ciò che cercano, e tutti i mostri che vedranno saranno solo frutto della loro immaginazione e delle loro paure. Il viaggio della Gogamagoga è insomma, un viaggio nella memoria del grande fiume e un’esplorazione all’interno di noi stessi e delle nostre emozioni.

Regia: Officina Teatrale A_ctuar
Con i giovani attori della scuola di teatro ragazzi di Officina Teatrale A_ctuar accompagnati dal Coro delle Mondine di Porporana.
Sceneggiatura: Sara Draghi e Licia Squerzanti
Supervisione storica: Elisa Galeati
Canti: Coro delle Mondine di Porporana (Ass. ORM-NE)
Scenografie: Massimo Davi
Costumi: Sonia Della Martera

Lo Spettacolo è stato selezionato e portato in scena al 34° FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO DEI RAGAZZI Edizione 2017 di Marano sul Panaro (MO)

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