Mostri di Nebbia

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Mostri di Nebbia
Spettacolo per bambini e adulti coraggiosi

Di Officina Teatrale A_ctuar

Liberamente ispirato ai mostri del Po

Con gli allievi della scuola Ada Alberti, Lorenzo Beltrami, Marta Boarini, Rocco Davi, Lorenzo Esposito, Licia Squerzanti

e con il Coro delle Mondine di Porporana

Supervisione storica Elisa Galeati
Canti Coro delle Mondine di Porporana (Ass. ORM-NE)
Direzione Artistica coro Chiara Alberani
Scenografie Massimo Davi
Costumi Sonia Della Martera
Durata 45 minuti

 

Una volta, non troppo tempo fa, il grande fiume prima di arrivare all’Adriatico si allargava in sette bracci, detti sette mari, perché impaludati di valli e lagune. Un luogo selvatico, fumoso, sempre incerto tra acqua, terra e cielo. Sarebbe stato facile per uomini come noi, abituati a credere solo a ciò che potevamo vedere con chiarezza, pensare che quello che avevamo davanti fossero semplici ombre, siluri e scherzi della nebbia, resi mostruosi dalla paura e dalla fantasia. E che quei rumori indecifrabili non fossero bisbigli, grida e grugni con cui le creature delle acque comunicavano tra loro. Ma a quel tempo le fiabe non erano mai dolci. C’era una volta una cocca che veleggiava verso un paese felice. Questa è una storia per chi ha del coraggio, vecchia quanto il fiume Po, che scorre, scorre e ancora scorre.

Cos’è la Borda, il Mamon e la Palpastriga? Chi ha rubato le lacrime a Vitige? Dov’è nascosta la zucca gigante capace di sfamare tutte le genti della bassa? A queste domande cercherà di dare risposta l’equipaggio della Gogamagoga mentre scivola sul fiume Po, percorrendo un viaggio nella memoria e nella fantasia popolare, alla scoperta delle emozioni più nascoste dell’animo umano.

 

Lo spettacolo “Mostri di nebbia” nasce da un percorso di ricerca storica sul patrimonio immateriale delle genti del Po e in particolare sull’universo delle creature fantastiche e mostruose nate dalla fantasia popolare emiliana. La Borda, la Palpastriga, la Biscia lattona, l’Anzlin sono nati per trovare risposte all’inspiegabile e per tenere lontani i bambini dai pericoli. Oggi sono pressoché estinti, e sopravvivono solo su rari documenti e nella memoria delle genti cresciute lungo il fiume.
«Un tempo le fiabe non erano mai dolci». Con queste parole si apre “Mostri di nebbia”, ricordandoci che un tempo si nasceva e si cresceva a stretto contatto con la paura, un’emozione sana e liberatoria, da cui spesso i bambini di oggi sono tenuti a debita distanza.

Lo Spettacolo è stato selezionato e portato in scena al 34° FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO DEI RAGAZZI Edizione 2018 di Marano sul Panaro (MO)

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